Big Data, cosa sono?

I Big Data sono diventati l’argomento di maggior discussione degli ultimi anni. Il termine Big Data è relativamente nuovo, e a differenza del pensiero comunque non significa semplicemente “grandi dati” o “molti dati”, ma ha un significato molto più profondo.

Definizione dei Big Data

Il vero significato del Big Data si riferisce a cosa si può fare con l’enorme mole di dati che oggi è possibile collezionare ed analizzare, ovvero gli algoritmi capaci di trattare, categorizzare ed analizzare la grossa quantità di informazione disponibile, in un tempo utile per il business.
Vengono quindi trattate molte variabili in molto tempo e con risorse computazionali limitate, è questa la vera sfida dei Big Data moderni.
Si pensi ad esempio all’enorme quantità di dati relativi alle compagnie telefoniche, dove sono disponibili per milioni di utenti, nel solo mercato italiano, dati relativi alle chiamate,agli sms, all’utilizzo di internet e via dicendo. Aggregare, filtrare questi dati e creare un nuovo modello per offrire agli utenti offerte vantaggiose ed aumentare il guadagno dell’azienda è la vera sfida dei Big Data.

Fino a pochi anni fa sarebbe servito un computer mainframe dal costo di milioni di dollari, mentre oggi con un algoritno queste stesse informazioni possono essere elaborate in poche ore direttamente nel cloud, ed è possibile accedere da qualsiasi dispositivo alla piattaforma di analisi.

Questa è la rivolzione Big Data. Questi sono i Big Data che presuppongono nuove capacità di collegare fra loro le informazioni per fornire un approccio visuale ai dati, suggerendo pattern e modelli di interpretazione fino a ora inimmaginabili.

Dove e quando usarli

I Big Data non interessano solo il settore IT, il quale infatti rappresenta solo l’inizio del processo e si pone, attraverso diversi strumenti, come soluzione al problema della raccolta, preanalisi e analisi dei dati. I Big Data sono necessari e utili in tutti i mercati più disparati in cui esiste un sistema di marketing e dei dati da analizzare.
Nell’ambito del marketing l’uso dei Big Data è utilizzato nella costruzione dei metodi di raccomandazione, come quelli utilizzati da Amazon, Netflix, Facebook e via discorrendo per fare proposte di acquisto, di film/serie TV consigliate o per che pagine seguire. In base agli interessi dimostrati dall’utente sia storicamente che più recentemente vengono mostrati messaggi pubblicitari o messi in evidenza alcuni contenuti rispetto che altri.
Tracciando ad esempio gli acquisti effettuati in precedenza e le ricerche sul web è possibile predire quali acquisti verranno effettuati nel breve termine. Se ad esempio una persona ha cercato un tavolo per la cucina probabilmente cercherà delle sedie nel breve periodo.

I big data vengono utilizzati anche dalla banche per capire l’affidabilità di un cliente. Incrociando le abitudini nelle spese e nel risparmio di un utente è possibile capire la sua affidabilità.
Un esempio insolito è l’associazione tra l’acquisto di feltrini per i mobili e l’affidabilità di un cliente. Infatti chi fa questo tipo di acquisto è solitamente più attento e propenso a colmare i propri debiti nei tempi giusti.

I campi di applicazione dei big data sono praticamente infiniti e i vantaggi reali e tangibili a livello business sono concreti. I Big Data possono supportare al meglio la raccolta, l’analisi e il processo di risoluzione offrendo informazioni preziose che vanno oltre del semplice dato grezzo, spesso estremamente difficile da leggere e da interpretare nel modo corretto.

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